ALLARME SMOG: IN ITALIA E IN EUROPA

27 Novembre 2023

Il quadro che emerge dal rapporto annuale dell’Agenzia europea dell’ambiente (Aea) è a dir poco drammatico.

Secondo i dati dello studio, nel 2021 ben 46.800 persone sono decedute in Italia a causa dell’esposizione al particolato sottile PM 2.5. Numeri che posizionano il nostro Paese al secondo posto tra i Paesi dell’Unione europea, alle spalle della sola Polonia. In particolare, è la Pianura Padana a “distinguersi” come una delle zone con l’aria più inquinata d’Europa, con 89 morti ogni 100 mila abitanti attribuibili all’inquinamento atmosferico.

Se l’Italia piange, l’Unione europea non ride: il 97% della popolazione urbana europea è esposta a concentrazioni di Pm 2.5 superiori, in certe aree, addirittura fino a 5 volte rispetto ai livelli guida stabiliti dall’OMS.

È scientificamente provato che l’inquinamento atmosferico è una delle principali cause di malattie gravissime come cardiopatie ischemiche, ictus, diabete, broncopneumopatia cronica ostruttiva, cancro al polmone e asma, comportando anche ingenti costi ai sistemi sanitari. E continua ad essere la prima causa ambientale di morte prematura in UE, con circa 300.000 morti premature all’anno.

In Europa stiamo lavorando a una Direttiva sulla qualità dell’aria per far sì che l’inquinamento atmosferico si allinei, nel più breve tempo possibile, alle raccomandazioni dell’OMS in tutti i Paesi europei.

Perché sulla salute dei cittadini non si scherza, ma soprattutto non si deve speculare!

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