ENTI LOCALI – BENI CONFISCATI ALLA CRIMINALITÀ – ANNO 2023

13 Gennaio 2023
Titolo ENTI LOCALI – BENI CONFISCATI ALLA CRIMINALITÀ – ANNO 2023
Ente finanziatore Regione Lombardia
Obiettivi ed impatto attesi Il presente documento definisce i criteri, le modalità e i termini per l’erogazione di contributi ai sensi dell’art. 23, comma 1, lett. a), della l.r. 17/2015, per incentivare il recupero e sostenere i costi degli interventi sugli immobili per il riutilizzo ai fini sociali e/o istituzionali, da parte degli enti locali destinatari, dei beni confiscati alla criminalità organizzata, ai sensi e per gli effetti della D. Lgs. n. 159 del 6 settembre 2011, trasferiti con atto dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC)
Criteri di eleggibilità Beneficiari del contributo regionale sono:

1.a) gli enti locali ovvero comuni, province, città metropolitana, destinatari, ai sensi dell’art. 48, comma 3, lett. c), del D.Lgs. n. 159/2011, di beni immobili confiscati alla criminalità organizzata;

1.b) i soggetti, pubblici o privati, a cui gli enti di cui alla lettera a) abbiano concesso in uso tali beni per fini sociali e/o istituzionali.

Contributo finanziario

 

Oggetto del contributo regionale è il bene immobile confiscato, da intendersi come unità catastale e relative pertinenze funzionali, destinato ad un ente locale per favorire il riutilizzo in funzione sociale e/o istituzionale

Il contributo regionale è erogato, ai sensi dell’art. 23, comma 1, lett. a), della l.r. 17/2015, agli enti locali, per interventi da realizzare, e ai soggetti concessionari, per interventi avviati successivamente alla D.G.R. n 2531 del 26 novembre 2019, di approvazione del presente documento, come di seguito specificati: x manutenzione, restauro e risanamento conservativo; x ristrutturazione edilizia e nuova costruzione.

 

Per gli interventi di cui al precedente punto 2., sono ammissibili al contributo regionale:

I.        le spese per lavori finalizzati alla destinazione sociale e/o istituzionale del bene;

II.        le spese tecniche, comprensive di Imposta sul Valore Aggiunto (IVA) e contributi, nella misura massima del 10% dell’importo dei lavori, calcolato al netto dell’IVA;

III.        i costi per gli allacciamenti;

gli oneri per la sicurezza;

IV.        gli oneri di collaudo;

V.        l’IVA. L’IVA è da considerarsi, ai fini del calcolo del contributo regionale, solo se realmente e definitivamente sostenuta dal beneficiario. Nel caso in cui un beneficiario operi in un regime fiscale che gli consenta il recupero dell’IVA sugli interventi realizzati, i costi ammissibili sono al netto dell’IVA; diversamente, se l’IVA non è recuperabile, i costi sono considerati comprensivi di IVA.

 

 

Il contributo regionale è concesso:

a) ai soggetti beneficiari di cui al paragrafo 2, fino al 50% del costo complessivo previsto per l’intervento di riutilizzo e, comunque, nel limite massimo di € 150.000,00; 6.

 

b) ai soli comuni con popolazione residente fino a 5.000 abitanti, come risultante dall’ultimo dato ufficiale reso disponibile dall’Istituto nazionale di statistica al 90% del costo complessivo previsto per l’intervento di riutilizzo e, comunque, nel limite massimo di € 150.000,00.

Scadenza

 

31/03/2023 , ore 16:00
Ulteriori informazioni SEO49_03-12-2019.pdf (regione.lombardia.it)

 

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