ISTRUZIONE E FORMAZIONE PROFESSIONALE (VET) – ERASMUS-EDU2024-POL-EXP-VET

15 Gennaio 2024
Titolo ISTRUZIONE E FORMAZIONE PROFESSIONALE (VET) – ERASMUS-EDU2024-POL-EXP-VET
Ente finanziatore Commissione europea

Programma Erasmus plus

Settore di riferimento Istruzione
Obiettivi ed impatto attesi I progetti del tema 2 riguardano il settore dell’istruzione e della formazione professionale. Questi progetti sostengono l’attuazione dei principi e degli obiettivi del Piano d’azione del Pilastro europeo dei diritti sociali, dell’Agenda europea delle competenze, della Raccomandazione del Consiglio sull’istruzione e la formazione professionale per la competitività sostenibile, l’equità sociale e la resilienza e della Dichiarazione di Osnabrück sull’istruzione e la formazione professionale come strumento di ripresa e di giusta transizione verso economie digitali e verdi.

 

Le proposte presentate nell’ambito di questo tema devono riguardare una delle seguenti priorità:

 

– Priorità 4: Donne nella GreenTech

– Priorità 5: Strutture e reti di supporto per la mobilità degli apprendisti

 

Priorità 4: Donne nel GreenTech Il Piano industriale Green Deal dà nuova urgenza alla piena attuazione dell’Agenda europea delle competenze e al miglioramento delle modalità di valorizzazione e utilizzo delle competenze nell’economia. Le transizioni verdi e digitali porteranno molte opportunità in termini di nuovi posti di lavoro, se metteremo in atto le giuste misure per garantire che la forza lavoro abbia le giuste competenze. Tuttavia, come affermato nel Piano industriale Green Deal, nelle tecnologie a zero emissioni continua a prevalere un divario di genere. Ad esempio, le donne sono sottorappresentate nell’istruzione e nella formazione professionale nei settori scientifici, tecnologici, ingegneristici e matematici (STEM) che sono molto importanti per l’industria dello zero netto. Nel settore delle energie rinnovabili, le donne rappresentano solo un terzo della forza lavoro. Le barriere di fondo che ostacolano la partecipazione delle donne all’economia net-zero includono non solo la mancanza di competenze tecniche, ma anche insufficienti opportunità di tutoraggio e, più in generale, norme culturali e sociali. Esiste quindi una chiara opportunità di sfruttare il talento femminile, ed è per questo che l’inclusione delle donne è al centro del terzo pilastro del Piano industriale Green Deal. I partenariati dovrebbero concentrarsi sullo sviluppo di modalità per superare gli ostacoli che impediscono alle ragazze e alle donne di intraprendere una carriera di IFP nel settore delle tecnologie verdi e pulite e per aumentare la partecipazione delle donne nel settore. Uno degli obiettivi sarebbe quello di sviluppare un modello di buone pratiche nel settore delle tecnologie pulite per attirare le ragazze e le donne nei programmi di istruzione e formazione professionale verde e nei percorsi di carriera. La cooperazione con le autorità pubbliche locali, regionali e/o nazionali e con i fornitori di istruzione e formazione sarebbe fondamentale.

 

Impatto previsto I progetti devono sviluppare modalità per attrarre le donne nel settore della tecnologia a zero emissioni e superare gli ostacoli che impediscono alle donne di intraprendere una carriera in questo campo, aumentando così la partecipazione delle donne nel settore.

 

 

Priorità 5: Strutture e reti di supporto per la mobilità degli apprendisti

La Raccomandazione del Consiglio 2020 sull’istruzione e la formazione professionale (IFP) e la Dichiarazione di Osnabrück hanno posto un forte accento sull’internazionalizzazione dell’IFP e in particolare sulla mobilità dei discenti. Oltre a fissare l’obiettivo dell’8% dei discenti dell’IFP (compresi gli apprendisti) che beneficiano di una mobilità per l’apprendimento all’estero, la Raccomandazione del Consiglio 2020 ha sottolineato l’importanza delle opportunità di mobilità per l’apprendimento dei discenti e del personale dell’IFP, comprese la mobilità virtuale, la mobilità di lunga durata e la mobilità verso paesi terzi. La Dichiarazione di Osnabrück prevede azioni a livello nazionale per sostenere e facilitare la mobilità, anche per gli apprendisti.

Dal 2016, con l’introduzione dell’attività Erasmuspro (che dura più di 90 giorni) nel programma Erasmus+ 2014-2020, c’è stata una forte spinta politica ad aumentare la durata media dei periodi di mobilità per l’apprendimento degli studenti dell’istruzione e della formazione professionale e in particolare degli apprendisti. Questa opportunità di cosiddetta “mobilità di lunga durata” è stata inclusa anche nel programma Erasmus 2021-2027. Tuttavia, persistono ancora barriere e impedimenti. I progetti nell’ambito di questa priorità mirano a rimuovere gli ostacoli alla mobilità degli apprendisti, in particolare creando o potenziando le strutture di supporto, le reti e/o i punti di riferimento per la mobilità degli apprendisti, compresi ad esempio i coordinatori della mobilità incaricati di facilitare, preparare e seguire la mobilità degli apprendisti. Si rivolgono al settore dell’istruzione e della formazione professionale e al suo ecosistema, comprese le autorità locali, regionali e/o nazionali, nonché i coordinatori dei consorzi accreditati Erasmus+, le parti sociali, gli erogatori di istruzione e formazione professionale e le imprese, in particolare le PMI, e altri soggetti interessati, con l’obiettivo di sviluppare strutture e reti di supporto alla mobilità degli apprendisti. Le proposte presentate nell’ambito di questa priorità devono riguardare le seguenti sottopriorità:

1. Individuare le barriere e gli ostacoli strutturali alla mobilità degli apprendisti, compresi, se del caso, quelli di lunga durata, e verificare le soluzioni e le opportunità per superarli;

2. Sostenere le organizzazioni di invio e di accoglienza, in particolare quelle impegnate in programmi di apprendistato, nell’attuazione di periodi di mobilità per l’apprendimento degli apprendisti;

3. Migliorare l’accesso agli apprendisti e ai datori di lavoro e la qualità dell’esperienza di mobilità per l’apprendimento.

Criteri di eleggibilità Le domande saranno considerate ammissibili solo se il loro contenuto corrisponde interamente (o almeno in parte) alla descrizione del tema per cui sono state presentate. Partecipanti ammissibili (Paesi ammissibili) Per essere ammissibili, i richiedenti (beneficiari ed enti affiliati) devono:

– essere persone giuridiche (enti pubblici o privati) attive nei settori dell’istruzione e della formazione, della ricerca e dell’innovazione o nel mondo del lavoro;

– essere stabiliti in uno dei paesi eleggibili, ossia: – Paesi del Programma Erasmus+: – Stati membri dell’UE (compresi i Paesi e territori d’oltremare (PTOM)) – Paesi non UE: – Paesi SEE elencati e Paesi associati al Programma Erasmus+ (elenco dei Paesi partecipanti)

 

– per gli istituti di istruzione superiore (IIS) con sede nei Paesi del Programma Erasmus+ (vedi sopra): essere titolari del certificato ECHE (Carta Erasmus per l’istruzione superiore). Le organizzazioni di Paesi terzi non associati al Programma possono essere coinvolte come partner associati (non come beneficiari ed enti affiliati).

 

I beneficiari e le entità affiliate devono registrarsi nel Registro dei Partecipanti – prima di presentare la proposta – e dovranno essere convalidati dal Servizio Centrale di Convalida (REA Validation). Per la convalida, sarà richiesto loro di caricare documenti che dimostrino lo status giuridico e l’origine. Altre entità possono partecipare in altri ruoli del consorzio, come partner associati, subappaltatori, terze parti che forniscono contributi in natura, ecc.

 

 

Composizione del consorzio

 

Le proposte devono essere presentate da un consorzio di almeno 3 candidati (beneficiari, non soggetti affiliati), provenienti da un minimo di 3 Stati membri dell’UE o da Paesi terzi associati al Programma. Gli enti affiliati e i partner associati non contano ai fini dei criteri minimi di ammissibilità per la composizione del consorzio e non possono essere coordinatori.

 

La durata dei progetti deve essere normalmente compresa tra i 24 e i 36 mesi. Sono possibili estensioni, se debitamente giustificate e attraverso un emendamento.

Contributo finanziario

 

I candidati devono disporre di risorse stabili e sufficienti per attuare con successo i progetti e contribuire con la propria quota. Le organizzazioni che partecipano a più progetti devono avere una capacità sufficiente per realizzarli tutti. La verifica della capacità finanziaria sarà effettuata sulla base dei documenti che vi sarà richiesto di caricare nel Registro dei partecipanti durante la preparazione della sovvenzione (ad esempio, conto economico e bilancio, piano aziendale, relazione di revisione contabile prodotta da un revisore esterno approvato, che certifichi i conti dell’ultimo esercizio finanziario chiuso, ecc). L’analisi si baserà su indicatori finanziari neutri, ma terrà conto anche di altri aspetti, come la dipendenza dai finanziamenti dell’UE e il deficit e le entrate degli anni precedenti.

Tema Bilancio indicativo 10 000 000 EUR

I parametri della sovvenzione (importo massimo della sovvenzione, tasso di finanziamento, costi totali ammissibili, ecc.) saranno stabiliti nella Convenzione di sovvenzione (Scheda tecnica, punto 3 e art. 5). Bilancio del progetto (importo massimo della sovvenzione): 1 000 000 EUR per progetto.

 

La sovvenzione sarà forfettaria. Ciò significa che rimborserà un importo fisso, basato su una somma forfettaria o su un finanziamento non legato ai costi. L’importo sarà fissato dall’autorità concedente sulla base del budget stimato del progetto e di un tasso di finanziamento dell’80%.

Scadenza

 

4 giugno 2024 – 17:00:00 CET (Bruxelles)
Ulteriori informazioni Versione aggiornata da tutte le unità durante l’estate_14.09.2023 (europa.eu)

Servizio offerto da Tiziana Beghin, deputato al Parlamento europeo, membro non iscritto.
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