L’ACCORDO SULLA RIFORMA DEL PATTO DI STABILITÀ È PESSIMO PER L’ITALIA

10 Febbraio 2024
L’accordo raggiunto dai due co-legislatori europei sulla riforma del Patto di Stabilità è pessimo per l’Italia.

I nuovi parametri di base, e cioè una riduzione dell’1% del debito e una riduzione del deficit dell’1,5% per i Paesi che hanno deficit sopra il 3%, che sono la maggior parte, spingeranno non solo l’Italia, ma l’intero Continente in recessione, perché ridurranno gli investimenti.

Secondo alcune stime, questi obiettivi peseranno sulla capacità di spesa del nostro Paese per 12-13 miliardi per sette anni. Gli investimenti nelle aree prioritarie dell’UE, come la transizione climatica e digitale e la sicurezza energetica, non vengono scorporati, ma dovranno essere elencati nei piani che gli Stati membri manderanno a Bruxelles.

Questo però non basta. Non è con questo maquillage politico che eviteremo tagli a servizi, scuole, ospedali, trasporti e pensioni con la complicità del governo Meloni, che ha sostenuto questa riforma.

L’unica notizia positiva è lo scorporo delle spese necessarie a co-finanziare i programmi Ue, ma per il resto ha vinto la linea dei rigoristi, mentre i relatori del Parlamento europeo hanno ammainato bandiera bianca accontentandosi di qualche concessione verbale che, nella sostanza, non cambia nulla.

Respingeremo durante il voto in plenaria questo accordo PESSIMO per l’Italia.

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