Patti territoriali per le competenze e l’occupazione. Seconda fase – Attrattività e nuova occupazione – presentazione delle proposte progettuali”

15 Febbraio 2024

 

Titolo Avviso pubblico “Patti territoriali per le competenze e l’occupazione. Seconda fase – Attrattività e nuova occupazione – presentazione delle proposte progettuali” (PR FSE+ 2021-2027)
Ente finanziatore Regione Lombardia
Obiettivi ed impatto attesi  Nell’ambito della Nuova European Skills Agenda, promossa dalla Commissione Europea a giugno 2020, una delle azioni faro previste è rappresentata dal Patto per le competenze, lanciato a novembre 2020 e ancorato al pilastro europeo dei diritti sociali. Tale iniziativa rappresenta un modello di impegno condiviso tra tutti i principali portatori di interesse pubblici e privati per sviluppare le competenze nei diversi settori economico produttivi, anche in considerazione del fatto che a seguito dell’impatto della doppia transizione ecologica e digitale, il contesto del mercato del lavoro si caratterizza per elementi di innovazione e cambiamento più repentini che in passato. Con specifico riferimento alla transizione ecologica, le principali strategie europee (tra cui il Green Deal), nazionali e regionali assegnano al FSE+ il compito di dotare il territorio di nuove e diffuse competenze per approntare un nuovo modello di sviluppo in grado di coniugare produttività, equità e sostenibilità e garantire una transizione giusta, che superi il conflitto tra lavoro e ambiente. In tale quadro, Regione Lombardia promuove i Patti territoriali per le competenze e per l’occupazione (di seguito denominati anche “Patti”), definiti come “strumento di anticipazione e indirizzo dell’offerta formativa”, da realizzare tramite partenariati composti da soggetti pubblici e privati di un determinato territorio, settore e/o filiera. Il percorso di promozione dei Patti si articola in due fasi:

• Prima fase – Manifestazione di interesse, avviata con D.G.R. n. XI/7231 del 24/10/2022 e conclusasi il 15/03/2023 con la ricezione e la presa d’atto avvenuta con D.D.U.O. n. 10466 dell’11/07/2023 di 30 Patti territoriali;

• Seconda fase – Presentazione delle proposte progettuali di dettaglio da parte dei 30 Patti, avviata con D.G.R. n. XII/1457 del 27/11/2023 e successivamente integrata con la D.G.R. n. XII/1708 del 28/12/2023.

Criteri di eleggibilità Gli interventi di cui alla presente misura sono realizzati dai Patti che hanno avanzato la candidatura all’iniziativa nell’ambito della Prima fase, eventualmente modificati nel rispetto dei seguenti vincoli:

• il soggetto indicato come capofila nella candidatura avanzata nell’ambito della Prima fase deve essere tra i partner di progetto, non necessariamente come capofila;

• almeno il 50% dei partner di progetto deve essere confermato rispetto alla candidatura avanzata nell’ambito della Prima fase;

• territorio, settore e/o filiera devono essere confermati rispetto alla candidatura avanzata nell’ambito della Prima fase. Ciò premesso, ciascun partenariato deve avere le seguenti caratteristiche:

• il capofila, anche differente da quello individuato dal Patto nell’ambito della Prima fase, deve necessariamente essere uno tra i seguenti soggetti:

o Associazioni datoriali di rappresentanza di uno dei territori, settori e/o filiere individuati per l’intervento del Patto;

o Camere di Commercio, Industria, Agricoltura e Artigianato;

o Amministrazioni provinciali, Città Metropolitana. Soltanto per quanto riguarda il Patto relativo alla filiera della formazione professionale, il capofila potrà essere individuato fra gli Enti aderenti alle associazioni di rappresentanza datoriale del settore della formazione professionale, con i vincoli di cui al punto successivo.

Il ruolo di capofila può essere svolto direttamente o delegato ad una società o ad enti controllati e/o partecipati o facenti parte dell’associazione. In tal caso è esclusa la partecipazione del capofila come soggetto erogatore di servizi relativi alla Linea di intervento B – Formazione.

 

• deve coinvolgere obbligatoriamente:

o Organizzazioni sindacali firmatarie di contratti collettivi nazionali maggiormente rappresentative del territorio, settore e/o filiera;

o Aggregazioni di imprese, in numero non inferiore a 10, con caratteristiche omogene per ambito territoriale, settore e/o filiera, o in alternativa soggetti di rappresentanza delle imprese

o aggregazioni di imprese rappresentati dai Distretti del Commercio

o che hanno costituito filiere produttive e di servizi ed ecosistemi industriali, produttivi ed economici, ai sensi della normativa vigente;

o Uno tra i soggetti ammessi a presentare l’offerta formativa: ▪ Soggetti iscritti alle sezioni A o B dell’Albo regionale degli operatori accreditati per i servizi di istruzione e formazione professionale, con numero definitivo di iscrizione alla data di presentazione dell’offerta (D.G.R. n. XI/6696 del 18/07/2022); ▪ Università lombarde e consorzi universitari; ▪ Fondazioni ITS con sede legale/operativa in Lombardia;

• deve comprendere almeno ulteriori 3 categorie di soggetti indicate a seguire:

o Reti di enti locali territoriali (Comuni);

o Fondi interprofessionali;

o Enti bilaterali per la formazione;

o Associazioni od albi e ordini professionali; o Istituti di credito; o Fondazioni bancarie;

o Università, enti ed organismi di ricerca e sostegno all’innovazione, ivi inclusi acceleratori ed incubatori; o Istituzioni scolastiche, formative, e fondazioni ITS o (preferibilmente) reti tra queste; o associazioni o reti di operatori accreditati ai servizi al lavoro e/o alla formazione di Regione Lombardia; o Consulenti/società di outplacement;

o Organizzazioni del terzo settore.

 

Qualora il Patto sia finalizzato a rispondere ad un fabbisogno circoscritto ad uno specifico ambito territoriale subregionale, il partenariato dovrà necessariamente comprendere sia le Amministrazioni provinciali sia la Camera di Commercio, Industria, Agricoltura e Artigianato competenti per i territori coinvolti. Tutti i soggetti del partenariato devono avere una sede operativa nel territorio di Regione Lombardia. Tutti i soggetti che compongono il partenariato hanno responsabilità di attuazione e beneficiano del contributo concesso per la realizzazione del progetto. I partner devono, quindi, essere in grado di gestire in proprio la realizzazione delle attività progettuali. Per gestione in proprio si intende quella effettuata attraverso proprio personale dipendente, ovvero mediante ricorso a prestazioni professionali individuali, secondo quanto previsto dalle Indicazioni operative per la gestione e rendicontazione (cfr. Allegato A.12). Ruolo e impegni in capo a ciascun partner dovranno essere formalizzati attraverso la sottoscrizione da parte di tutti i partner di un Accordo di Partenariato. Il soggetto capofila è unico responsabile dell’attività di coordinamento amministrativo e unico interlocutore nei confronti di Regione Lombardia anche per la gestione delle risorse finanziarie. Qualora più Patti che hanno avanzato la candidatura nell’ambito della Prima fase presentino tra loro ambiti di sovrapposizione, Regione Lombardia invita a fare sintesi tra le diverse proposte, con l’obiettivo di promuovere sinergie e garantire la massima efficacia ed efficienza degli interventi.

 

Soggetti destinatari

Con riferimento alla Linea di intervento B, possono essere selezionati come destinatari degli interventi di cui a tale linea i soggetti che alla data di avvio delle attività progettuali risultino in possesso di tutti i seguenti requisiti:

• Disoccupati1, working poor2, occupati sospesi in esubero3;

• età compresa tra 18 e 64 anni inclusi;

• residenti o domiciliati in Regione Lombardia. Si evidenzia che sono inclusi nell’ambito della presente misura, purché in possesso dei requisiti sopra descritti:

• i soggetti con cittadinanza extra UE rientranti nel Decreto Flussi di cui al D.P.C.M. del 27/09/2023 “Programmazione dei flussi d’ingresso legale in Italia dei lavoratori stranieri per il triennio 2023-2025”;

• le persone richiedenti protezione internazionale (o nazionale/ sussidiaria).

I destinatari, ove previsto dalla normativa, devono aver rilasciato la DID ed aver stipulato un PSP, che dovrà essere formalizzato secondo le modalità previste dalla D.G.R. n. X/7431 del 28/11/2017 presso i CPI o gli operatori accreditati per i servizi al lavoro. Un partecipante è una persona che prende parte ad un progetto finanziato dal PR FSE+ 2021-2027 (beneficiando direttamente del supporto).

Contributo finanziario

 

La dotazione finanziaria messa a disposizione per l’attuazione della presente misura, in base a quanto previsto dalla D.G.R. n. XII/1457 del 27/11/2023, risulta complessivamente pari a € 7.500.000,00

L’agevolazione si configura come contributo a fondo perduto per la realizzazione di un progetto. Il contributo riconosciuto non si configura come Aiuto di Stato, in quanto si esclude il finanziamento, anche indiretto, di attività economiche. In particolare:

• le Linee di intervento A e C apportano un beneficio complessivo a livello pubblico, in quanto i prodotti delle attività previste saranno condivisi e resi disponibili a tutta la platea degli interessati;

• la Linea di intervento B ha come destinatari finali i soggetti disoccupati (compresi i working poor) e/o i soggetti occupati sospesi in esubero. La dimensione finanziaria dei progetti dovrà rispettare, a pena di inammissibilità, i seguenti parametri:

• non inferiore a € 125.000,00;

• non superiore a € 250.000,00 per i progetti con una durata temporale compresa tra i 6 e i 12 mesi

• non superiore a € 375.000,00 per i progetti con una durata temporale compresa tra i 12 e i 18 mesi

 

Il contributo pubblico non potrà essere superiore all’80% del costo totale ammissibile; pertanto, il cofinanziamento a carico del partenariato dovrà essere pari ad almeno il 20% del costo totale ammissibile. Il costo totale del progetto, come risultante dal Piano dei Conti presentato unitamente alla proposta progettuale, sarà oggetto di valutazione in sede di istruttoria da parte di apposito Nucleo di Valutazione e potrà pertanto essere rideterminato in applicazione del principio di economicità degli interventi.

 

Le proposte progettuali potranno sviluppare 3 Linee di intervento:

• Linea di intervento A – Analisi del fabbisogno di competenze

• Linea di intervento B – Formazione

• Linea di intervento C – Orientamento e attività di comunicazione

 

I progetti devono avere una durata temporale compresa tra i 6 e i 18 mesi, salvo eventuali proroghe dei termini previste da Regione Lombardia, e devono prevedere necessariamente la realizzazione della Linea di intervento A e di un intervento della Linea B.

Scadenza

 

14/03/2024 , ore 17:00
Ulteriori informazioni Bandi | Bandi e Servizi (regione.lombardia.it)

 

Servizio offerto da Tiziana Beghin, deputato al Parlamento europeo, membro non iscritto.

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