UCRAINA, PREOCCUPA LA CORSA AL RIARMO: L’UNICA SOLUZIONE È LA PACE

29 Febbraio 2024
La mia intervista per La Notizia.

𝗨𝗿𝘀𝘂𝗹𝗮 𝘃𝗼𝗻 𝗱𝗲𝗿 𝗟𝗲𝘆𝗲𝗻 𝗵𝗮 𝗱𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗼𝗯𝗯𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗽𝗲𝗻𝘀𝗮𝗿𝗲 𝗮𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗽𝗽𝗮𝗹𝘁𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗴𝗶𝘂𝗻𝘁𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗹’𝗮𝗰𝗾𝘂𝗶𝘀𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗮𝗿𝗺𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗴𝗶𝗮̀ 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗶 𝘃𝗮𝗰𝗰𝗶𝗻𝗶 𝗶𝗻 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼 𝗱𝗶 𝗖𝗼𝘃𝗶𝗱. 𝗧𝗶𝘇𝗶𝗮𝗻𝗮 𝗕𝗲𝗴𝗵𝗶𝗻, 𝗰𝗮𝗽𝗼𝗱𝗲𝗹𝗲𝗴𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗠𝗼𝘃𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝟱 𝗦𝘁𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗮𝗹𝗹’𝗘𝘂𝗿𝗼𝗽𝗮𝗿𝗹𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼, 𝗹𝗲𝗶 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗻𝗲 𝗽𝗲𝗻𝘀𝗮?
“Premesso che non mi piace il paragone perché sono due situazioni oggettivamente diverse, prima di esprimerci noi vogliamo vedere le carte. Vogliamo capire se questi appalti congiunti nel settore della difesa saranno una inutile moltiplicazione di spesa oppure una razionalizzazione rispetto ai singoli eserciti nazionali. All’Europa non lasciamo nessuna cambiale in bianco proprio perché, per esempio, sulla legge a sostegno della produzione di munizioni Ue (Asap) e sullo Strumento europeo per la pace sono stati fatti molti errori. Siamo favorevoli a un’Europa della difesa che accorpi competenze e investa in particolare nelle sfide tecnologiche del settore, ma siamo fortemente contrari a chi pensa di usare questo inevitabile passo in avanti in un grimaldello per alzare la tensione in Ucraina”.

𝗟𝗲 𝗽𝗮𝗿𝗼𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗼𝗺𝗺𝗶𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗨𝗲 𝗮𝗿𝗿𝗶𝘃𝗮𝗻𝗼 𝗱𝗼𝗽𝗼 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗠𝗮𝗰𝗿𝗼𝗻 𝗰𝗵𝗲 𝗵𝗮 𝗮𝗽𝗲𝗿𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗹’𝗶𝗻𝘃𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝘁𝗿𝘂𝗽𝗽𝗲 𝗶𝗻 𝗨𝗰𝗿𝗮𝗶𝗻𝗮. 𝗖𝗶 𝗱𝗼𝗯𝗯𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗽𝗿𝗲𝗽𝗮𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗮𝗹 𝗽𝗲𝗴𝗴𝗶𝗼?
“Mi sembra che il progetto di Macron sia stato scaricato dai principali Paesi europei come Germania, Spagna e la stessa Italia, e persino la Nato ha escluso ogni coinvolgimento diretto dell’alleanza sul suolo ucraino. Prendiamo atto di queste smentite e contestiamo fortemente questa retorica bellicista. L’ipotesi di evocare scenari di guerra in Europa è semplicemente folle. Per noi ha ragione Papa Francesco che ieri ha definito tutte queste guerre come inutili e ha detto basta. Lo dovrebbero ripetere all’unisono anche tutti i politici: basta! La pace è l’unica opzione possibile e i cittadini alle prossime elezioni europee lo diranno forte e chiaro”.

𝗣𝗲𝗿 𝗿𝗶𝘀𝗼𝗹𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗹𝗶𝘁𝘁𝗼 𝗶𝗻 𝗨𝗰𝗿𝗮𝗶𝗻𝗮 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗼𝗻𝗼 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗮𝗿𝗺𝗶 𝗼𝗽𝗽𝘂𝗿𝗲, 𝗮𝗹 𝗳𝗶𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗲𝘃𝗶𝘁𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻’𝗲𝘀𝗰𝗮𝗹𝗮𝘁𝗶𝗼𝗻 𝗶𝗺𝗽𝗿𝗲𝘃𝗲𝗱𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗲 𝗱𝗮𝘃𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗱𝗶𝗳𝗳𝗶𝗰𝗼𝗹𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗲𝘀𝗲𝗿𝗰𝗶𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗞𝗶𝗲𝘃, 𝗹’𝗘𝘂𝗿𝗼𝗽𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗳𝗮𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝗺𝗲𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗮 𝗰𝗲𝗿𝗰𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝘃𝗶𝗮 𝗱𝗶𝗽𝗹𝗼𝗺𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮?
“Sono due anni che forniamo in modo diretto e indiretto armi agli ucraini e questo non ha portato i risultati sperati, anzi. Il conflitto rischia di allargarsi se le tensioni nell’area non diminuiranno. L’Unione europea è nata per unire dopo la distruzione della seconda guerra mondiale e deve ripudiare la guerra come recita l’articolo 11 della Costituzione italiana. Per quanto ci riguarda la soluzione negoziale è l’unica strada che l’Europa deve percorrere e questo vale sia in Ucraina che a Gaza”.

𝗗𝗮𝗹 𝗚𝗿𝗲𝗲𝗻 𝗱𝗲𝗮𝗹 𝘀𝘂 𝗰𝘂𝗶 𝘀𝗶 𝗲̀ 𝗳𝗼𝗻𝗱𝗮𝘁𝗮 𝗹’𝗮𝘁𝘁𝘂𝗮𝗹𝗲 𝗹𝗲𝗴𝗶𝘀𝗹𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗲𝘂𝗿𝗼𝗽𝗲𝗮, 𝗮𝗹 𝗽𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝗮𝗿𝗺𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗼𝘁𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗳𝘂𝗹𝗰𝗿𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝘀𝘀𝗶𝗺𝗮. 𝗖𝗼𝗺𝗲 𝗴𝗶𝘂𝗱𝗶𝗰𝗮 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝘀𝘃𝗼𝗹𝘁𝗮 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮?
“Siamo preoccupati in particolare modo per questa corsa al riarmo che qualcuno vorrebbe finanziare con l’emissione di nuovo debito comune sul modello del Recovery Fund. È una strada sbagliata e pericolosa. Siamo davanti a una transizione energetica e tecnologica con l’avvento dell’intelligenza artificiale con conseguenze enormi per la nostra società. Stati Uniti e Cina investono miliardi in questi settori, mentre l’Europa impone vincoli di bilancio draconiani con il nuovo accordo su quello che potremmo definire Patto di Austerità e ipotizza di indebitarsi per contrastare sul terreno una potenza nucleare quando invece potrebbe lavorare per facilitare dialogo e cooperazione fra i popoli. No, tutto questo è masochista”.

𝗖𝗿𝗲𝗱𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗮𝗰𝗰𝗲𝗻𝘁𝘂𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝘁𝗲𝗺𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗗𝗶𝗳𝗲𝘀𝗮 𝗱𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗹𝗲𝗮𝗱𝗲𝗿 𝗲𝘂𝗿𝗼𝗽𝗲𝗮 𝘀𝗶𝗮 𝗶𝗹 𝘀𝘂𝗼 𝘁𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗮𝗰𝗰𝗿𝗲𝗱𝗶𝘁𝗮𝗿𝘀𝗶 𝗽𝗿𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗹𝗲 𝗱𝗲𝘀𝘁𝗿𝗲 𝗲𝘂𝗿𝗼𝗽𝗲𝗲 𝗲 𝗾𝘂𝗶𝗻𝗱𝗶 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗽𝗽𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗿𝗶𝗲𝗹𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲?
“Le destre europee, lo ricordiamo, sono un coacervo di forze di dubbia moralità politica. C’è chi ha preso prestiti o finanziamenti dalla Russia, chi è stato accusato con prove schiaccianti di essere a libro paga dalla Cina. Quindi consigliamo prudenza alla Commissione europea su queste fantomatiche aperture. Nonostante tutti questi rumors sulla svolta a destra io francamente credo poco a questo scenario per due motivi. Innanzitutto perché, come successo in Sardegna, tutti guardano a destra e non vedono arrivare le forze progressiste e pacifiste come la nostra. Poi, perché due dei quattro principali Paesi europei sono governati da primi ministri di provenienza socialista, una famiglia politica che sarà comunque il secondo gruppo al Parlamento europeo. Più che un Commissario alla difesa, dovrebbe nascere un Commissario per la pace che lavori per promuovere il dialogo nelle zone di conflitto. Il nostro sostegno alla prossima Commissione dipendere da quanto verrà posto l’accento su questi temi. La prossima legislatura deve essere la legislatura della pace”.

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